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E’ noto che nel Nuovo Codice dei contratti i Costi della manodopera e della sicurezza costituiscono elementi essenziali dell’offerta e che quindi, al pari di tutti i suoi elementi sostanziali, sono irrevocabili e immodificabili.

Se si ammettesse la facoltà di alterare tali elementi dovrebbe, per assurdo, consentirsi che in fase di giustifica e/o nelle successive fasi del procedimento e/o ancora in sede di esecuzione, l’appaltatore possa arbitrariamente modificare quanto prospettato in sede di gara, alterando ex post gli equilibri con la platea degli oo.ee. che hanno concorso alla selezione.

Sul punto è maturato un orientamento giurisprudenziale che individua nell’indicazione compiuta ai sensi dell’art. 95 comma 10 del C.C.P. un vero e proprio impegno contrattuale che “sacralizza” un elemento indefettibile (e per ciò stesso immodificabile) dell’offerta presentata.

Ne consegue che i costi della manodopera devono ritenersi cristallizzati nell’offerta economica e per l’effetto sottoposti ad una rigida inalterabilità (sul punto, tra le altre: Consiglio di Stato, Sez. V, 27 dicembre 2019, n. 8823; TAR Campania, Napoli, sez. II, 5 aprile 2019, n. 1910, Cons. St., sez. V, sent. n. 3972 del 2020; T.A.R. Genova, Liguria sez. II, 31.7.2020, n.548).

Il principio è stato recentemente confermato dal T.A.R. Toscana – sede di Firenze, sez. I.

Nella sentenza 24.12.2020 n. 1717, infatti, il Tribunale fiorentino ha ritenuto che la immodificabilità dei costi di manodopera discenda dagli stessi principi scolpiti dall’Adunanza Plenaria n. 7/2020, in scia peraltro alla perentoria statuizione della CGUE del 2.5.2019 C- 309/18.

Nelle Decisioni in commento i Giudici di nomofilachia hanno negato la emendabilità dell’offerta che non rechi, ove espressamente richiesta e possibile, la specifica indicazione dei costi di manodopera, elevati allo stesso rango degli oneri di sicurezza aziendale.

Su queste solide basi il T.A.R. Toscana ha concluso ritenendo che se non è pensabile la regolarizzazione mediante il meccanismo del soccorso istruttorio del pari non può non considerarsi vietata la modifica – in sede di verifica di anomalia – di quelli che siano stati cristallizzati in calce all’offerta economica, ché altrimenti risulterebbe minata la serietà e l’affidabilità della proposta contrattuale.

Avv. Marcello Russo

Capita spesso che, in sede di verifica di congruità, un operatore economico ravvisi di aver con ogni probabilità sovrastimato i costi di manodopera e/o di sicurezza indicati, ai sensi dell’art. 95, comma 10, del C.C.P. in calce all’offerta economica. E’ possibile procedere ad una revisione dei dati espressi in quella sede? Read more

Nel corso degli ultimi mesi e, più in generale, sin dall’entrata in vigore del Nuovo Codice, sono state spesso affrontate, anche su questo portale, questioni relative all’ammissibilità del soccorso istruttorio in materia di oneri di sicurezza aziendale e di costi di manodopera. Read more