A.P. n. 16/2020: indirizzi in merito all’art. 80, comma 5, lett. c) bis del C.C.P.

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Merita di essere annotata la recentissima Decisione n. 16/2020 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato riferita ai meccanismi di esclusione (automatica o meno) cui la Stazione Appaltante deve accedere allorquando emergano omissioni dichiarativa ovvero informazioni fuorvianti o infine false in sede di gara.

Il tema era stato sollevato con l’Ordinanza collegiale di rimessione n. 2332 del 9.4.2020.

Valga una premessa: secondo un indirizzo ormai consolidato l’art. 80, comma 5, lett. c) [ora lett. c-bis)] del D.Lgs. n. 50/2016 è una “norma di chiusura” in grado di comprendere tutti i fatti (anche non predeterminabili ex ante) in concreto incidenti in modo negativo sull’integrità ed affidabilità dell’operatore economico. Ne discende il carattere non tassativo delle ipotesi previste nelle Linee-guida n. 6 emanate in materia dall’ANAC (cfr. inoltre: Cons. Stato, V, 2850/2020, 1774/2020, 1071/2020, 3755/2019 e 2407/2019).

Nella prassi le omissioni dichiarative sono molto ricorrenti, donde la necessità di indirizzi interpretativi univoci ad opera del Supremo Consesso di Giustizia.

Nella Decisione n. 16/2020, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha stabilito che l’elemento comune alle fattispecie dell’omissione dichiarativa con quella relativa alle informazioni false o fuorvianti suscettibili di incidere sulle decisioni dell’amministrazione è dato dal fatto che in nessuna di queste fattispecie si ha l’automatismo espulsivo proprio, invece, del falso dichiarativo di cui alla lettera f-bis).

In altri termini, il “falso dichiarativo” è stato configurato come una fattispecie a se stante, idonea, all’occorrenza, e senza ulteriore istruttoria, a determinare l’espulsione dell’o.e.

Di contro, tanto «il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione», quanto «l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione» devono essere considerati ai sensi della lettera c) dell’art. 80 quali “gravi illeciti professionali” in grado di incidere sull’integrità o affidabilità dell’operatore economico, rendosi tuttavia necessaria (in Plenaria viene utilizzato il termine “indispensabile”, N.d.r.) una valutazione in concreto della Stazione appaltante, come per tutte le altre ipotesi previste dalla medesima lettera c), oggi articolate nelle lettere c-bis), c-ter) e c-quater).

Ne consegue, sotto l’aspetto pratico, la duplice conseguenza:

  • se la S.A. non ha esercitato tale sindacato, al Giudice amministrativo non può essere rimessa alcuna valutazione di siffatto genere;
  • se la S.A. ha istruito l’omissione (al pari della dichiarazione fuorviante), il Giudice amministrativo potrà esprimersi in merito giammai, tuttavia, potendo valicare i limiti delle funzioni tipicamente amministrative, salvo i casi di grave illogicità e/o irragionevolezza.

Avv. Marcello Russo

 

 
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