Una risoluzione pregressa giustifica sempre l’esclusione da una gara di appalto?

book-pages-1307125-1280x1920

Uno dei quesiti più frequenti che giungono all’attenzione dello scrivente attiene alle conseguenze, in una procedura di gara, di una procedente risoluzione contrattuale. Quali sono i rischi in cui incorre il concorrente? E quali dichiarazioni bisogna rendere?

Il tema è stato oggetto di numerose pronunce giurisprudenziali ed ha attratto anche l’attenzione del Legislatore intervenuto, con l’art. 5 del D.L. n. 135/2018, conv. in L. n. 12/2019, a modificare l’art. 80, comma 5, lett. c) del D.Lgs. n. 50/2016.

Nello specifico, anticipando l’esito di una possibile pronuncia della C.G.U.E. (invitata ad esprimersi dal C.d.S. con ordinanza collegiale n. 2639 del 2018), il Legislatore ha espunto dalla disposizione in commento ogni riferimento all’intervenuta contestazione in giudizio di una pregressa risoluzione, men che mai offrendo rilievo all’esito del giudizio stesso.

Nella sua nuova formulazione l’art. 80, comma 5, lett. c-ter) del Codice così recita: “(è escluso) l’operatore economico che abbia dimostrato significative o persistenti carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione per inadempimento ovvero la condanna al risarcimento del danno o altre sanzioni comparabili; su tali circostanze la stazione appaltante motiva anche con riferimento al tempo trascorso dalla violazione e alla gravità della stessa”.

 

Beninteso: sarebbe paradossale predicare un’interpretazione così estensiva della norma da ritenere “sempre e comunque” esclusi gli operatori economici che si siano macchiati di talune “macchie curriculari”.

In altri termini, il provvedimento possibile di esclusione dovrebbe essere sempre motivato approfonditamente, specificando per quali ragioni una pregressa risoluzione, peraltro – magari – diffusamente contestata in giudizio e dunque sub iudice, possa incidere sulla “moralità professionale” dell’azienda.

Ancor più, sempre secondo il tenore della norma, in considerazione oltre che della gravità dei fatti contestati anche del tempo trascorso dagli stessi.

Tanto premesso, appare tuttavia evidente considerare che, sulla scorta del tenore enciclopedico delle dichiarazioni richieste tramite DGUE, i concorrenti forniscano un quadro chiaro alla S.A. di quanto sia avvenuto nella propria vita professionale.

La giurisprudenza amministrativa va orientandosi nel senso che le informazioni dovute alla S.A. debbano ricomprendere “ogni addebito subito” consentendo all’Amministrazione di valutare l’affidabilità e l’integrità dell’operatore economico (così, C.d.S. V 3.9.2018, n. 5142/2018; 4532/2018; 11.6.3592).

Dunque, i concorrenti devono riporre attenzione a non omettere informazioni né a fornire dichiarazioni fallaci e/o incomplete.

Avv. Marcello Russo

 
Comments

No comments yet.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.