Cd. “sbloccacantieri”: come cambia il subappalto?

MINISTERO INFRASTRUTTURE

Come noto, con il D.L. n. 32 del 18.4.2019, il Legislatore è intervenuto su molte disposizioni del Codice dei contratti pubblici. Tralasciando letture “universali” della riforma – che finirebbero per essere condizionate dalla natura variegata degli istituti novellati – si ritiene di arricchire questo blog con informazioni mirate, affidate a più contributi.

Il primo riguarda il subappalto, tema sempre caro agli operatori economici.

La più rilevante riforma ha interessato il tetto della quota di lavorazioni subappaltabile che, pur essendo stata rimessa nella discrezionalità delle S.A. (cfr. art. 2) è stata elevata, nel suo massimale, dal 30% al 50% del corrispettivo complessivo della commessa (eccezion fatta per le categorie SIOS).

Così facendo il Legislatore si è mostrato “sensibile” agli indirizzi del Giudice amministrativo se è vero, come peraltro commentato anche su questo portale, che con Ordinanza n. 148 del 19.1.2018, il TAR Lombardia, sede di Milano, sez. I, aveva rimesso alla C.G.U.E. proprio la questione relativa alla possibile contrarietà al diritto dell’Unione del limite – storicamente fissato nel 30% – prescritto dalla disciplina nazionale.

In subordine, con l’abrogazione della lettera a) del comma 4, l’art. 105 del Codice consente – alla luce della novella e a dispetto di quanto stabilmente previsto nei Protocolli di legalità – all’impresa che abbia concorso alla procedura di gara di eseguire in regime di subappalto, per conto di altri concorrenti, quota-parte della commessa.

Dopo nemmeno tre anni, poi, viene abolito l’obbligo – mai digerito appieno dalla prassi e soggetto a censure anche in sede giurisdizionale – previsto dal comma 6 dell’articolo 105 di indicare in sede di offerta la cd. terna di subappaltatori, così ripristinandosi il modello “classico” (cfr. art. 118 del D.Lgs. n. 163/2006) secondo cui il subappalto è possibile alla sola condizione che il concorrente si sia riservato, sin dalla presentazione della propria offerta, di farvi ricorso in fase esecutiva.

Ancora di estremo rilievo per gli o.e., infine, è la riforma del comma 13 dell’art. 105, secondo cui è possibile il pagamento diretto in favore dell’impresa subappaltatrice in caso di inadempimento dell’appaltatore nonchè ogni qualvolta sia richiesto dal subappaltatore.

Il principio del pagamento diretto, dunque, diviene prevalente rispetto a qualsivoglia diversa opzione della S.A. ed opera a garanzia del subappaltatore indipendentemente che quest’ultimo rientri nelle qualificazioni di “microimpresa” o “piccola impresa”.

Avv. Marcello Russo

 

 
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