Nel caso di R.T.I. le raggruppate devono essere in possesso dei requisiti per la quota lavori dichiarata (A.P. n. 6/2019).

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In tema di lavori, l’art. 92, comma 2, del DPR n. 207/2010 – tuttora vigente – sancisce il principio di necessaria corrispondenza tra le quote di esecuzione stabilite in seno al raggruppamento e i requisiti di qualificazione posseduti da ciascuna raggruppanda.

Con Ordinanza n. 5957/2018 la sezione V del Consiglio di Stato, pur rilevando che è venuto meno l’obbligo di corrispondenza tra quote di partecipazione al raggruppamento e quote di esecuzione dei lavori (mediante l’abolizione dell’art. 37, comma 13, del D.Lgs. n. 163/2006) e considerando consolidato l’orientamento secondo cui “se le imprese componenti il raggruppamento dichiarano, in sede di offerta, una quota di partecipazione corrispondente alla quota di lavori da eseguire, è necessario che il requisito di qualificazione sia coerente con entrambi”, ha posto all’Adunanza Plenaria la seguente questione: “se sia consentito ad un’impresa componente il raggruppamento, che possegga il requisito di qualificazione in misura insufficiente per la quota di lavori dichiarata in sede di presentazione dell’offerta, di ridurre la propria quota di esecuzione, così da renderla coerente con il requisito di qualificazione effettivamente posseduto, nel caso in cui il raggruppamento nel suo insieme sia in possesso di requisiti di qualificazione sufficienti a coprire l’intera quota di esecuzione dei lavori”.

In merito, nel tempo, sono emersi due orientamenti.

Secondo un primo orientamento (Cons. Stato, sez. V, 2 luglio 2018 n. 4036; sez. V, 22 agosto 2016, n. 3666; sez. V, 22 febbraio 2016, n. 786), più formalista, “la mancanza del requisito di qualificazione in misura corrispondente alla quota di lavori cui si era impegnata una delle imprese costituenti il raggruppamento in sede di presentazione dell’offerta è causa di esclusione dell’intero raggruppamento, anche se, per ipotesi, il raggruppamento nel suo insieme sia in possesso del requisito di qualificazione sufficiente all’esecuzione dell’intera quota dei lavori”.

Secondo altro orientamento (Cons. Stato, sez. V, 8 novembre 2017 n. 5160; sez. V, 6 marzo 2017 n. 1041; sez. IV, 12 marzo 2015 n. 1293), più sostanzialista, “non è legittima l’esclusione dell’operatore economico dalla procedura, in presenza di tre condizioni: che lo scostamento tra il requisito di qualificazione dichiarato e la quota di lavori per la quale l’operatore si è impegnato non sia eccessivo; che il raggruppamento nel suo complesso sia comunque in possesso dei requisiti sufficienti a coprire l’intero ammontare dell’appalto; che il raggruppamento abbia la forma di raggruppamento orizzontale“.

Con la Decisione n. 6 del 27.3.2019, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha enunciato, in conclusione, il seguente principio di diritto: “In applicazione dell’art. 92, co. 2, DPR 5 ottobre 2010 n. 207, la mancanza del requisito di qualificazione in misura corrispondente alla quota dei lavori, cui si è impegnata una delle imprese costituenti il raggruppamento temporaneo in sede di presentazione dell’offerta, è causa di esclusione dell’intero raggruppamento, anche se lo scostamento sia minimo ed anche nel caso in cui il raggruppamento nel suo insieme (ovvero un’altra delle imprese del medesimo) sia in possesso del requisito di qualificazione sufficiente all’esecuzione dell’intera quota di lavori”.

Ciò equivale a dire che, in materia di lavori, ove mai una componente del R.T.I. non sia in possesso dei requisiti adeguati alla quota di esecuzione che si è impegnata, in sede di ripartizione, ad eseguire, la S.A. potrà legittimamente procedere all’esclusione dell’intero Raggruppamento.

Avv. Marcello Russo

 
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