Il RUP può essere un componente della Commissione di gara?

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L’art. 84, comma 4, del Codice previgente stabiliva che i commissari diversi dal Presidente non dovessero aver svolto alcun altra funzione nell’ambito dello stesso procedimento.

La norma autorizzava, dunque, la dottrina e la giurisprudenza prevalenti a ritenere che il RUP, dominus di ogni fase tecnica e amministrativa dell’affidamento, non potesse partecipare ai lavori della Commissione istituita per l’affidamento secondo il criterio dell’O.E.P.V. (offerta tecnicamente più vantaggiosa) se non a patto di presiederla, sull’assunto che in tale ruolo non svolgesse compiti “decisionali” ma semplicemente di “gestione” dei giudizi tecnici propri dei commissari.

L’art. 77 comma 4 del D.Lgs. n. 50/2016 – nel riproporre in larga parte la disposizione citata – offre una precisazione di rilievo secondo cui, testualmente, “la nomina del RUP a membro delle commissioni di gara è valutata con riferimento alla singola procedura“.

La materia è stata oggetto di un recente arresto del Giudice amministrativo.

Con sentenza n. 6082 del 26.10.2018, la sezione III del Consiglio di Stato ha chiarito che “Nella vigenza del nuovo Codice dei contratti, ai sensi dell’art. 77, comma 4, d.lgs. n. 50 del 2016, nelle procedure di evidenza pubblica, il ruolo di Rup può coincidere con le funzioni di commissario di gara e di presidente della commissione giudicatrice, a meno che non sussista la concreta dimostrazione dell’incompatibilità tra i due ruoli, desumibile da una qualche comprovata ragione di interferenza e di condizionamento tra gli stessi”.

Non esiste, quindi, una regola valida ora e sempre, dovendosi valutare nel caso specifico eventuali ragioni ostative al duplice ruolo.

Avv. Marcello Russo

 

 
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