L’ultravigenza quinquennale dell’attestazione SOA.

Come noto, l’art. 76 comma 5 del Dpr 207/2010, tuttora vigente, stabilisce che “L’efficacia dell’attestazione è pari a cinque anni con verifica triennale del mantenimento dei requisiti di ordine generale, nonché dei requisiti di capacità strutturale di cui all’articolo 77, comma 5”.

Precisa ancora la norma che “almeno novanta giorni prima della scadenza del termine, l’impresa che intende conseguire il rinnovo dell’attestazione deve stipulare un nuovo contratto con la medesima SOA o con un’altra autorizzata all’esercizio dell’attività di attestazione”.

È opinione diffusa che gli istituti del rinnovo e della verifica triennale dell’attestazione debbano essere trattati in modo assolutamente diverso: non è un caso che il Legislatore li ha versati in disposizioni distinte (l’art. 77 e l’art. 76 del D.P.R. n. 207/2010).

Difatti, mentre per la verifica triennale la norma prevede testualmente l’effetto inibitorio alla partecipazione nei casi in cui il contratto con la SOA sia stipulato dopo la scadenza, nel caso di rinnovo per decorrenza del quinquennio la fase di “interludio” impone una lettura coordinata del citato art. 76 comma 5 con i successivi commi 6 e 7, secondo i quali “6. Il rinnovo dell’attestazione può essere richiesto anche prima della scadenza sempre che siano decorsi novanta giorni dalla data del rilascio dell’attestazione originaria. 7. Il rinnovo dell’attestazione avviene alle stesse condizioni e con le stesse modalità previste per il rilascio dell’attestazione; dalla data della nuova attestazione decorre il termine di efficacia fissato dal comma 5”.

Con la sentenza in commento, il Tar Lombardia ha fissato un principio che appare in qualche modo rivoluzionario.

Infatti, discostandosi dal tenore letterale della norma, nella sentenza n. 1060/2018 i Giudici milanesi hanno ritenuto che è sufficiente che “fino a 90 giorni prima della scadenza quinquennale” l’operatore economico trasmetta alla SOA una mera istanza di rinnovo, manifestando così l’intenzione di dare continuità alle proprie qualificazioni.

Dunque, con una decisione che può definirsi quantomeno radicale e innovativa, destinata comunque a generare incertezze applicative, il Tar Lombardia ha stabilito che per l’ultravigenza non è necessaria la stipula del contratto tra impresa e Società di attestazione, essendo sufficiente una manifestazione di intenti “unilaterale” della prima.

avv. Marcello Russo

 
Comments

No comments yet.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.