La “vita” del Consorzio Stabile (C.d.S., sez. IV, 7.12.2015, n. 5567).

L’art. 36 del D.Lgs. n. 163/2006 stabilisce che “si intendono per consorzi stabili quelli, in possesso, a norma dell’articolo 35, dei requisiti previsti dall’articolo 40, formati da non meno di tre consorziati che, con decisione assunta dai rispettivi organi deliberativi, abbiano stabilito di operare in modo congiunto nel settore dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture, per un periodo di tempo non inferiore a cinque anni, istituendo a tal fine una comune struttura di impresa“.

Cosa succede se, nel corso di una procedura di gara, o addirittura prima della scadenza del termine di ricezione delle offerte, uno dei soggetti consorziati (necessario per il raggiungimento del numero minimo stabilito dalla norma) incorre in una procedura di liquidazione?

Il quesito ha trovato una chiara risposta nella sentenza in commento.

La vicenda sottoposta all’attenzione del Supremo Consesso, in particolare, riguardava il caso di un Consorzio Stabile costituito da soli tre consorziati che aveva messo a disposizione del concorrente, in qualità di soggetto ausiliario, i propri requisiti di qualificazione.

Alla data di scadenza del termine per la presentazione delle offerte, secondo l’appellante, il Consorzio Stabile doveva considerarsi “inattivo” stante la messa in liquidazione di una delle sole tre consorziate, circostanza peraltro comprovata dal certificato camerale esibito nel giudizio di primo grado, “non potendo assumere rilievo la successiva ripresa d’attività del Consorzio, ossia l’attestazione in tal senso del registro delle imprese“.

Cona la Decisione n. 5567/2015, la sez. IV del Consiglio di Stato ha rigettato il motivo di appello (e, nei fatti, confortato l’operato della Commissione di gara) rappresentando che “secondo pacifico orientamento giurisprudenziale la messa in liquidazione volontaria di una delle imprese consorziate non ne determina il difetto di legittimazione alla partecipazione alle gare né la perdita dei requisiti di partecipazione, con la conseguenza che non può condividersi il rilievo secondo il quale il Consorzio ausiliante sarebbe inattivo o carente dei requisiti di partecipazione di cui si è avvalsa la concorrente“.

Avv. Marcello Russo

 

 
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