Archive for settembre, 2015

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Un o.e. ci chiede se nell’ambito dei sistemi di qualificazioni afferenti i cd. settori speciali (tra gli altri: acqua, energia, trasporti e servizi postali) possa accedersi all’avvalimento in sede di qualificazione al pari di quanto accade, per i lavori, in regime S.O.A.

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Come noto, l’art. 33 del D.Lgs. n. 163/06 stabilisce che “le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori possono acquisire lavori, servizi e forniture facendo ricorso a centrali di committenza, anche associandosi o consorziandosi” rimarcando, al comma 2, che “le centrali di committenza sono tenute all’osservanza del presente codice“.

Di assoluto rilievo appare, altresì, il comma 3-bis, che così testualmente recita: “i Comuni non capoluogo di provincia procedono all’acquisizione di lavori, beni e servizi nell’ambito delle unioni dei comuni di cui all’articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici anche delle province, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56. In alternativa, gli stessi Comuni possono acquisire beni e servizi attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento. L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture non rilascia il codice identificativo gara (CIG) ai comuni non capoluogo di provincia che procedano all’acquisizione di lavori, beni e servizi in violazione degli adempimenti previsti dal presente comma. Per i Comuni istituiti a seguito di fusione l’obbligo di cui al primo periodo decorre dal terzo anno successivo a quello di istituzione“.

La norma è stata novellata a più riprese nel corso degli ultimi anni, per l’evidente ragione che i Comuni, anche piccoli, non intendono serenamente “lasciar andare” i propri poteri decisionali.

In particolare, il comma è stato aggiunto dall’art. 23, comma 4, legge n. 214 del 2011, salvo poi essere modificato dall’art. 1, comma 4, legge n. 135 del 2012, dall’art. 1, comma 343, legge n. 147 del 2013, poi sostituito dall’art. 9, comma 4, legge n. 89 del 2014, e in penultima istanza, dall’art. 23-bis della legge n. 114 del 2014, siccome modificato dall’art. 8, comma 3-ter, legge n. 11 del 2015.

Ancora, il 15.7.2015 è stata pubblicata su G.U. la L. 13.7.2015, n. 107 che all’art. 1, comma 169, ha stabilito che “all’articolo 23-ter, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e successive modificazioni, le parole: «1º settembre 2015» sono sostituite dalle seguenti: «1º novembre 2015»“.

Allo stato, dunque, vige la seguente versione dell’art. 23 ter del D.L. n. 90/2014, in base al quale: “1. Le disposizioni di cui al comma 3-bis dell’articolo 33 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, modificato da ultimo dall’articolo 23-bis del presente decreto, entrano in vigore il 1º novembre 2015“.

Salvo ulteriori proroghe, naturalmente!

Avv. Marcello Russo