Manca poco al nuovo Codice dei contratti pubblici.

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Il 14.1.2016 il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di Legge n. 1678-B con il quale il Parlamento conferirà al Governo la delega per l’attuazione delle Direttive Comunitarie n.ri 23, 24 e 25 del 26.2.2014.

Al fine di non incorrere nelle procedure di infrazione previste dall’Unione Europea (nel caso di omessa attuazione nel termine di due anni dall’adozione delle Direttive), l’Italia ha optato per un recepimento “bi-fasico”:

– entro il 18.4.2016 verrà adottato un Decreto legislativo di mera attuazione tout court delle tre Direttive, con immediato effetto abrogativo del D.Lgs. N. 163/2006;

– entro il successivo 31.7.2016, poi, vedrà la luce il nuovo Codice dei contratti pubblici, teso ad armonizzare i principi comunitari con quelli nazionali, siccome rielaborati e interpretati dalla Giurisprudenza costituzionale, amministrativa e civile.

Il testo del Disegno di Legge varato dal Senato annovera talune rilevati modifiche rispetto alla bozza approvata in prima lettura il 18.6.2015 dallo stesso e il successivo 17.11.2015 dalla Camera dei Deputati.

Si tratta, in linea di massima, di incisi che il Legislatore ha inteso inserire al fine di promuovere i principi generali di trasparenza, concorrenza e non discriminazione.

Tra i più rilevanti precetti fissati dal DDL si indicano, a titolo comunque non esaustivo, i seguenti:

1. massima contendibilità delle commesse nei settori “speciali”;

2. rafforzamento dei poteri ispettivi e sanzionatori dell’ANAC;

3. semplificazione e concentrazione degli affidamenti sotto soglia;

4. prevalenza del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, riservando il massimo ribasso alle sole gare sotto soglia;

5. pubblicità e tracciabilità (in formato digitale) di tutte le procedure di affidamento;

6. tutela delle P.M.I. e ripartizione in Lotti delle grosse commesse, con obbligo di motivazione adeguata a carico delle S.A. nei casi in cui decidessero di accorpare;

7. definizione di criteri di partecipazione adeguati agli importi a base d’asta e comunque coerenti con il principio del favor partecipationis;

8. riduzione degli oneri documentali a carico dei concorrenti con possibilità di integrare e/o rimediare, senza sanzioni pecuniarie, nel caso di eventuali omissioni e/o irregolarità di ordine formale;

9. creazione presso l’ANAC di un apposito ALBO dei Commissari di gara e definizione di criteri di rotazione e/o alternanza;

10. rilettura sostanzialistica dell’avvalimento, con specifico riguardo alla possibilità di praticarlo solo quando l’ausiliaria sia in grado effettivamente di rendere mezzi e risorse nella disponibilità della Stazione Appaltante, anche quando oggetto del “prestito” siano modelli di attestazione e/o certificazione;

11. introduzione, laddove possibile per la natura dell’appalto, della cd. Clausola sociale di salvaguardia del personale già impiegato;

12. reintroduzione, di regola, degli arbitrati per la definizione del contenzioso, con necessaria contrazione dei costi;

13. introduzione di un meccanismo di definizione giurisdizionale super accelerata (in sede di prima camera di consiglio) per i casi di esclusione e/o mancata esclusione di un altro concorrente, con decadenza, nel secondo caso, del diritto di invocare siffatti elementi inficianti laddove si impugni e/o contesti l’aggiudicazione definitiva;

14. obbligo di indicare già in sede di offerta una terna di o.e. da cui sarà scelto, in fase esecutiva, il subappaltatore per ciascuna categoria e/o lavorazione;

15. meccanismo di pagamento diretto del subappaltatore laddove si tratti di una PMI.

Avv. Marcello Russo

 

 

 
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